La Cina Supera gli USA nella Costruzione di Sottomarini Nucleari per la Prima Volta — e il Divario si Allarga

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Il rapporto “Boomtime at Bohai” dell’IISS rivela che Pechino ha varato 10 sottomarini a propulsione nucleare per un dislocamento di 79.000 tonnellate tra il 2021 e il 2025, superando la produzione USA sia in numero di scafi che in tonnellaggio mentre i cantieri di Washington faticano a consegnare anche solo 1,2 unità all’anno.

I Numeri Dietro l’Inversione di Tendenza

La produzione cinese di sottomarini nucleari ha subito una trasformazione che l’International Institute for Strategic Studies descrive in termini quantitativi netti. Tra il 2021 e il 2025, la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLAN) ha varato 10 sottomarini a propulsione nucleare con un dislocamento combinato di circa 79.000 tonnellate, secondo il rapporto IISS pubblicato il 16 febbraio. Durante lo stesso periodo, gli Stati Uniti hanno varato sette unità per un dislocamento di 55.500 tonnellate. Il confronto rappresenta un’inversione drammatica rispetto al ciclo 2016-2020, quando la Cina riuscì a realizzare solo tre vari per un totale di 23.000 tonnellate contro le sette unità della US Navy per 55.500 tonnellate. Gli esperti senior dell’IISS Henry Boyd e Tom Waldyn hanno basato la loro valutazione su immagini satellitari commerciali del cantiere Bohai Shipbuilding Heavy Industry Co. (BSHIC) a Huludao, nella Cina settentrionale — l’unico cantiere responsabile della costruzione della flotta a propulsione nucleare della PLAN. Un secondo capannone di produzione costruito nel sito tra il 2019 e il 2022 ha permesso alla Cina di raggiungere quello che gli analisti descrivono come un ritmo produttivo “1+2”, eguagliando la cadenza produttiva a cui aspirano i pianificatori USA ma che non sono mai riusciti a sostenere costantemente.

Cosa Sta Costruendo Pechino

La valutazione dell’IISS identifica tre distinti programmi sottomarini che guidano l’espansione. I più strategicamente significativi sono il settimo e ottavo sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare Type 094 (classe Jin) (SSBN), che rafforzano la deterrenza nucleare marittima di Pechino e completano il terzo pilastro della sua triade nucleare insieme ai missili balistici intercontinentali terrestri e ai bombardieri strategici. Le immagini satellitari commerciali dell’inizio del 2026 hanno mostrato sei Type 094 distribuiti in quattro località: il cantiere BSHIC, la 1ª Base Sottomarina a Jianggezhuang, l’impianto di test di Xiaopingdao e la 2ª Base Sottomarina a Yalong Bay sull’isola di Hainan. In parallelo, BSHIC ha prodotto almeno nove sottomarini lanciamissili guidati a propulsione nucleare Type 093B (Shang III) (SSGN) dal 2022, una variante aggiornata del precedente Type 093A dotata di sistemi di lancio verticali per missili guidati. Un SSGN di nuova generazione, presumibilmente designato Type 09V, è stato anche varato questo mese. Guardando più avanti, il Type 096 SSBN — che dovrebbe trasportare il missile balistico lanciato da sottomarino JL-3 a maggiore portata — è previsto iniziare la produzione a Bohai più avanti in questo decennio ed entrare in servizio alla fine degli anni ’20 o all’inizio degli anni ’30.

Il Divario Qualitativo Favorisce Ancora Washington

I numeri grezzi di varo, tuttavia, non raccontano l’intera storia. Il rapporto IISS è attento a notare che sia gli scafi Type 093 che Type 094 rimangono più rumorosi delle loro controparti occidentali, rendendoli più facili da rilevare e tracciare. Una valutazione del 2009 dell’US Office of Naval Intelligence ha paragonato le loro firme acustiche ai progetti sovietici della fine della Guerra Fredda — una caratterizzazione che, seppur datata, è ancora ampiamente citata nelle analisi open-source. Questa penalità del rumore ha conseguenze operative: i Type 094 SSBN sono attualmente ritenuti pattugliare solo nelle acque relativamente protette del Mar Cinese Meridionale, dove altre risorse PLA possono fornire un ombrello difensivo piuttosto che operare liberamente in mare aperto. I sottomarini USA, al contrario, sono considerati significativamente più silenziosi e tecnologicamente sofisticati, mantenendo vantaggi in stealth, suite di sensori e sistemi di combattimento. Tuttavia l’IISS riconosce che le valutazioni qualitative sono intrinsecamente difficili da verificare per le piattaforme cinesi, e che ogni variante di scafo successiva ha incorporato miglioramenti incrementali.

La Base Industriale Americana Sotto Pressione

L’accelerazione produttiva cinese coincide con problemi sempre più profondi nella costruzione navale militare USA. Un rapporto del Congressional Research Service consegnato al Congresso nel gennaio 2026 ha rilevato che i cantieri americani hanno consegnato solo 1,1-1,2 sottomarini d’attacco classe Virginia all’anno dal 2022, ben al di sotto dell’obiettivo di due all’anno. Il programma del sottomarino lanciamissili balistici classe Columbia — il sostituto delle invecchianti unità classe Ohio che trasportano la deterrenza nucleare marittima americana — è in ritardo di almeno un anno, con la nave capoclasse USS District of Columbia ora attesa per il 2028. Il CRS prevede che la flotta di sottomarini d’attacco USA raggiungerà una “valle” di appena 47 unità entro il 2030 poiché i sottomarini classe Los Angeles più vecchi vanno in pensione più velocemente di quanto arrivino i sostituti. I numeri non dovrebbero recuperare a 50 fino al 2032, assumendo che gli obiettivi di costruzione vengano raggiunti. Ad aumentare la pressione, l’accordo AUKUS impegna Washington a vendere da tre a cinque unità classe Virginia all’Australia dall’inizio degli anni ’30, mettendo ulteriormente sotto tensione una flotta che il CRS avverte affronta un periodo di maggiore stress operativo e deterrenza convenzionale potenzialmente indebolita.

Implicazioni Strategiche per l’Indo-Pacifico

L’equilibrio sottomarino comporta conseguenze che si estendono ben oltre gli inventari delle flotte. I sottomarini a propulsione nucleare consentono operazioni sostenute e coperte lontano dai porti base — una capacità che sostiene sia la deterrenza nucleare che la proiezione di potenza convenzionale. Per Pechino, una flotta SSBN più grande che opera sotto il baldacchino protettivo dei sistemi anti-accesso del Mar Cinese Meridionale rafforza la sopravvivenza della sua capacità nucleare di secondo colpo, un fattore che ridisegna i calcoli di deterrenza per ogni potenza nella regione. La dimensione industriale della competizione rispecchia modelli più ampi visibili attraverso la produzione record di semiconduttori della Cina, dove la scala manifatturiera diretta dallo stato sta superando la capacità occidentale in settori strategicamente critici. Nel frattempo, le risposte alleate si stanno intensificando: il settore difensivo-industriale in crescita della Corea del Sud, alimentato dallo stesso superciclo dei semiconduttori che spinge i suoi mercati azionari a massimi record, ha varato il proprio sottomarino Jang Yeongsil nell’ottobre 2025 come parte di una capacità sottomarina regionale in espansione. La conclusione centrale del rapporto IISS è che l’espansione sottomarina cinese ha attraversato una soglia: non è più una storia di espansione cantieristica ma un cambiamento strutturale nel potere navale dell’Indo-Pacifico. Se Pechino riuscirà a convertire una produzione più veloce in leva operativa efficace dipende dal colmare il divario qualitativo — ma ogni anno che la produzione USA non riesce a raggiungere i propri obiettivi, la finestra per mantenere il dominio sottomarino americano si restringe ulteriormente.

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Paul Dawes
Paul Dawes
Currency & Commodities Strategist — Paul Dawes is a Currency & Commodities Strategist at Finonity with over 15 years of experience in financial markets. Based in the United Kingdom, he specializes in G10 and emerging market currencies, precious metals, and macro-driven commodity analysis. His expertise spans institutional FX flows, central bank policy impacts on currency valuations, and safe-haven dynamics across gold, silver, and platinum markets. Paul's analysis focuses on identifying capital flow turning points and translating complex cross-asset relationships into actionable market intelligence.

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