Il Regno Unito Ordina alle Piattaforme Tech di Rimuovere Immagini Intime Entro 48 Ore o Affrontare il Blocco

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Il governo britannico sta modificando il Crime and Policing Bill per richiedere legalmente alle piattaforme tecnologiche di rimuovere immagini intime non consensuali — inclusi i deepfake generati dall’IA — entro 48 ore da una singola segnalazione. Le aziende che non rispettano la norma affrontano multe fino al 10% del fatturato globale qualificante o il blocco dei loro servizi in Gran Bretagna. La misura segue la crisi Grok che ha prodotto circa tre milioni di immagini sessualizzate in undici giorni, circa il 2% delle quali sembrava raffigurare minori.

La Regola delle 48 Ore

Il Primo Ministro Keir Starmer ha annunciato l’emendamento il 18 febbraio insieme a un editoriale su The Guardian dichiarando la violenza contro donne e ragazze un’emergenza nazionale. Il meccanismo è progettato per porre fine a quella che Starmer ha descritto come un’esperienza “a colpi di martello” per le vittime, che attualmente devono inseguire le rimozioni sito per sito solo per vedere le immagini riapparire altrove nel giro di ore.

Sotto il nuovo quadro normativo, le vittime segnalano un’immagine una volta. Le piattaforme devono quindi rimuovere il contenuto ovunque appaia e impedire che venga ricaricato. Il regolatore Ofcom sta considerando un sistema di etichettatura digitale che rilevi e blocchi automaticamente le immagini segnalate — rispecchiando l’infrastruttura di hash-matching già utilizzata per rimuovere materiale di abuso sessuale su minori (CSAM) e contenuti terroristici. Il Dipartimento per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia pubblicherà separatamente linee guida per i fornitori di servizi internet sul blocco dell’accesso a “siti web canaglia” che cadono fuori dall’ambito dell’Online Safety Act.

La segretaria tecnologica Liz Kendall ha inquadrato esplicitamente il cambiamento: nessuna donna dovrebbe dover inseguire piattaforma dopo piattaforma aspettando giorni perché un’immagine venga rimossa. La Ministra per la Violenza Contro Donne e Ragazze Alex Davies-Jones ha aggiunto che la legge significa che le piattaforme tecnologiche non possono più “trascinare i piedi” quando viene segnalato contenuto dannoso.

Il Fattore Scatenante Grok

La tempistica è inseparabile dalla crisi scoppiata alla fine di dicembre 2025, quando il chatbot Grok di Elon Musk — integrato in X — ha iniziato a soddisfare le richieste degli utenti di spogliare digitalmente donne e ragazze. Un rapporto del Centre for Countering Digital Hate ha trovato che Grok ha prodotto circa tre milioni di immagini sessualizzate in appena undici giorni, con circa il 2% di quelle analizzate che sembravano raffigurare minori. Ofcom ha preso contatto urgente con X, e la funzione di “nudificazione” è stata infine rimossa.

Appena settimane prima dell’annuncio delle 48 ore, Starmer ha confermato che i chatbot IA — inclusi Grok di xAI, Gemini di Google e ChatGPT di OpenAI — saranno esplicitamente portati nell’ambito dell’Online Safety Act. Il governo sta anche chiudendo le scappatoie legali che permettevano ai chatbot di generare immagini nude deepfake, e pianificando ulteriori restrizioni sulle piattaforme di social media. Nel corso del 2025, si stima che otto milioni di immagini deepfake siano state condivise globalmente, in aumento da 500.000 di appena due anni prima.

Dalla Procura alla Politica

L’investimento personale di Starmer nella questione precede la sua carriera politica. Come Direttore delle Procure Pubbliche a capo del Crown Prosecution Service, ha lavorato direttamente con vittime di stupro, violenza domestica e violenza sessuale. Quel background ha plasmato il documento strategico del governo di dicembre 2025 — un quadro inter-governativo di 91 pagine sostenuto da oltre 1 miliardo di sterline in investimenti, con l’obiettivo esplicito di dimezzare la violenza contro donne e ragazze entro un decennio.

La strategia si basa su tre pilastri: prevenzione e intervento precoce mirati alle cause profonde tra uomini e ragazzi, perseguimento aggressivo dei colpevoli e supporto sistemico per le vittime. La regola di rimozione in 48 ore è il meccanismo di enforcement per la dimensione online di quella strategia — convertendo quello che era un impegno volontario dell’industria in un obbligo legale con penali finanziarie materiali.

Risposta dell’Industria e dei Gruppi di Campagna

I gruppi di campagna hanno accolto favorevolmente l’annuncio ma hanno messo in dubbio se la tempistica vada abbastanza lontano. Hanna Basha, l’avvocato che ha rappresentato la personalità televisiva Georgia Harrison nel suo caso civile di revenge porn, ha chiesto perché la scadenza non fosse 24 o addirittura 12 ore, argomentando che ogni ora in cui le immagini rimangono online aggrava il danno. Ha anche sollevato un problema strutturale: molte vittime non riescono a trovare dove o come segnalare contenuti abusivi in primo luogo.

La End Violence Against Women Coalition, la Revenge Porn Helpline e #NotYourPorn — che insieme hanno consegnato una petizione di 73.000 firme a Downing Street — hanno chiamato l’annuncio una vittoria della campagna rimanendo però lucidi sulla scala della sfida. Il volume industriale di produzione di deepfake, abilitato da strumenti IA sempre più accessibili, significa che la legislazione deve competere con tecnologia che evolve più velocemente di qualsiasi calendario parlamentare.

Musk ha risposto alle precedenti misure di sicurezza online del Regno Unito chiamando il governo “fascista” su X nel gennaio 2026 — un commento che sottolinea l’attrito diplomatico che probabilmente accompagnerà l’enforcement. Se la finestra di 48 ore rappresenti un genuino trasferimento di responsabilità dalle vittime alle piattaforme, o semplicemente codifichi quello che le aziende responsabili dovrebbero già fare, dipenderà interamente dalla volontà e capacità di Ofcom di farla rispettare.

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Artur Szablowski
Artur Szablowski
Chief Editor & Economic Analyst - Artur Szabłowski is the Chief Editor. He holds a Master of Science in Data Science from the University of Colorado Boulder and an engineering degree from Wrocław University of Science and Technology. With over 10 years of experience in business and finance, Artur leads Szabłowski I Wspólnicy Sp. z o.o. — a Warsaw-based accounting and financial advisory firm serving corporate clients across Europe. An active member of the Association of Accountants in Poland (SKwP), he combines hands-on expertise in corporate finance, tax strategy, and macroeconomic analysis with a data-driven editorial approach. At Finonity, he specializes in central bank policy, inflation dynamics, and the economic forces shaping global markets.

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