Brent Crude Oil Price Today (USD/bbl) — Live Chart & Analysis

Monitora il prezzo del petrolio Brent in tempo reale con il nostro grafico interattivo BRENT/USD. Il Brent Crude è il principale benchmark mondiale del petrolio greggio, utilizzato come riferimento per la quotazione di circa due terzi del petrolio scambiato a livello globale. Estratto dal paniere BFOET del Mare del Nord — Brent, Forties, Oseberg, Ekofisk e Troll — rappresenta il prezzo di riferimento per i contratti commerciali internazionali, i mercati dei derivati e le compagnie petrolifere nazionali dal Medio Oriente all’Africa Occidentale. L’Italia, che importa oltre il 90% del proprio fabbisogno energetico di petrolio, è direttamente esposta alle oscillazioni del Brent attraverso i prezzi dei carburanti, l’inflazione e la bilancia commerciale. Di seguito troverai un’analisi completa del prezzo del Brent, dati storici, opzioni di investimento, i principali fattori di prezzo e analisi di esperti — aggiornati al 2026.

Prezzo del Brent Oggi — Grafico in Tempo Reale

Il grafico interattivo qui sotto mostra il prezzo spot del Brent Crude (BRENT/USD) in tempo reale. Utilizza i selettori di periodo per seguire i movimenti di prezzo dal trading infragiornaliero alle tendenze pluriennali — incluse le decisioni di produzione dell’OPEC+, gli shock geopolitici e i cicli della domanda.

BRENT/USD — Prezzo Spot in Tempo Reale (USD al barile)

Ultime Notizie & Analisi del Mercato Petrolifero

Rimani aggiornato con la nostra copertura dei movimenti del prezzo del petrolio greggio, delle decisioni di politica dell’OPEC+, degli sviluppi geopolitici, dei dati sulle scorte EIA e delle analisi degli esperti del mercato energetico.

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Come Investire nel Petrolio Brent

Gli investitori dispongono di diverse modalità per ottenere esposizione alle variazioni del prezzo del Brent Crude, ognuna con strutture di costo, profili di rischio e adeguatezza a diversi orizzonti di investimento specifici. A differenza dei metalli preziosi, il petrolio greggio non può essere detenuto fisicamente da investitori al dettaglio, quindi l’accesso avviene esclusivamente tramite strumenti finanziari o partecipazioni in società petrolifere.

ETF ed ETC sul Petrolio

Gli ETF ed ETC (Exchange Traded Commodities) sul petrolio rappresentano il canale più accessibile per gli investitori retail. La maggior parte detiene contratti futures sul mese più vicino e sono soggetti a costi di rinnovo (rolling) — un onere strutturale che nei mercati in contango può far divergere significativamente la performance dal prezzo spot nel lungo periodo. In Italia questi strumenti sono disponibili tramite conti titoli presso banche e SIM (Fineco, Directa SIM, Degiro, Interactive Brokers, Directa). Le plusvalenze sono soggette all’imposta sostitutiva del 26% sul capital gain in Italia.

WisdomTree Brent Crude Oil ETC

BRNT — Borsa Italiana / Xetra / LSE

L’ETC Brent più noto per gli investitori europei. Quotato su Borsa Italiana (segmento ETFplus), Xetra e LSE, denominato in USD. Garantito da titoli di Stato. Costi annui: 0,49%. Accessibile da qualsiasi conto titoli italiano presso Fineco, Directa, Degiro o Mediolanum.

Invesco Bloomberg Brent Crude UCITS ETC

BRNT — Xetra / Euronext

Prodotto UCITS per investitori europei con strategia di rinnovo ottimizzata basata sul Bloomberg Brent Crude Subindex. Adatto a posizioni di medio e lungo termine. Costi annui: 0,35%. Disponibile su Borsa Italiana tramite Fineco, Directa SIM, Banca Mediolanum.

Lyxor Commodities Refinitiv/CoreCommodity CRB UCITS ETF

CRB — Borsa Italiana / Euronext Paris

ETF UCITS diversificato sulle materie prime con componente petrolifera significativa. Quotato su Borsa Italiana, ideale per chi cerca esposizione al comparto energetico nell’ambito di una strategia multi-asset. Costi annui: 0,35%.

United States Brent Oil Fund

BNO — NYSE Arca

Il principale ETF americano con esposizione diretta al Brent. Detiene futures ICE Brent a breve scadenza e rinnova mensilmente. Costi: 0,90%. Accessibile per investitori italiani tramite Interactive Brokers o Directa SIM con accesso ai mercati statunitensi.

Futures sul Brent Crude

I futures sul Brent Crude sono negoziati principalmente sull’Intercontinental Exchange (ICE) di Londra. Il contratto ICE Brent Crude Futures (simbolo: B) è il benchmark globale. I contratti standard coprono 1.000 barili (circa 159.000 litri), con regolamento finanziario contro l’ICE Brent Index — senza consegna fisica. Per gli investitori italiani, i futures sono accessibili tramite Interactive Brokers, Saxo Bank o Directa SIM con abilitazione ai derivati internazionali.

ICE Brent Crude Futures (B)

Il contratto petrolifero più liquido al mondo. 1.000 barili per contratto. Regolamento finanziario contro l’ICE Brent Index. L’interesse aperto supera tipicamente 300.000 contratti sul mese più vicino. Negoziazione quasi 24h/giorno, da domenica a venerdì.

CFD sul Brent Crude

Disponibili tramite IG, CMC Markets, Pepperstone e eToro. Replicano il prezzo spot o futures del Brent con leva finanziaria. Soggetti a costi di finanziamento overnight. Solo per speculazione a breve termine — sconsigliati per investimento a lungo periodo. Regolamentati da CONSOB in Italia.

Certificates sul Petrolio

Certificati a leva e investment certificates sul Brent emessi da SocGen, BNP Paribas, UniCredit e altri, negoziabili su SeDeX (Borsa Italiana). Offrono flessibilità ma comportano rischio di perdita totale per i prodotti a barriera. Adatti solo a posizioni tattiche di breve periodo.

Piani di Accumulo (PAC) su ETC

Alcuni broker italiani come Fineco e Directa SIM consentono piani di accumulo su ETC quotati su Borsa Italiana. Permettono di costruire una posizione nel petrolio in modo sistematico e a basso costo. Le plusvalenze su ETC rientrano nel regime del risparmio amministrato (26% capital gain).

Azioni Petrolifere — Major Internazionali e Rilevanza per l’Italia

Le grandi compagnie petrolifere integrate offrono esposizione con leva al prezzo del greggio, integrata da dividendi e buyback. Per gli investitori italiani, ENI è la scelta domestica più diretta — quotata su Borsa Italiana, presente nel FTSE MIB e inclusa nei principali portafogli retail italiani.

ENI

ENI — Borsa Italiana (FTSE MIB) / NYSE

La principale compagnia energetica italiana e uno dei maggiori operatori petroliferi integrati al mondo. Produzione legata al Brent in Africa subsahariana, Mare del Nord, Medio Oriente e Messico. Quotata sul FTSE MIB, accessibile da qualsiasi conto titoli italiano. Dividendo elevato e costante. Inclusa nei portafogli di quasi tutti i fondi pensione italiani.

Shell

SHEL — Euronext Amsterdam / LSE / NYSE

Uno dei più grandi gruppi petroliferi integrati al mondo. Produzione legata al Brent nel Mare del Nord, Nigeria e Malaysia. Forte portafoglio GNL. Accessibile su Borsa Italiana tramite ADR o su Euronext. Ritenuta alla fonte olandese del 15% sui dividendi per residenti italiani.

TotalEnergies

TTE — Euronext Paris / NYSE

Major petrolifera francese con produzione legata al Brent nel Mare del Nord, Medio Oriente e Africa. Elevato dividend yield e attivo programma di buyback. Quotata su Euronext Paris, accessibile da Fineco, Directa e Degiro. Ritenuta alla fonte francese del 12,8% sui dividendi (ridotta per accordo fiscale Italia-Francia).

BP

BP — LSE / NYSE

Major britannica con operazioni upstream globali e importanti asset storici nel Mare del Nord. Programma di buyback sostiene la quotazione. Nessuna ritenuta alla fonte britannica sui dividendi per residenti italiani (accordo Italia-UK). Accessibile tramite conto estero su Directa o Interactive Brokers.

ExxonMobil

XOM — NYSE

Supermajor americano con operazioni globali in upstream, raffinazione e petrolchimica. Forte crescita della produzione in Guyana e nel Bacino Permiano. Dividend Aristocrat con track record consistente. Ritenuta alla fonte USA del 15% sui dividendi (accordo Italia-USA). Accessibile tramite Fineco US, Degiro o Interactive Brokers.

Equinor

EQNR — Oslo / NYSE

Major energetica norvegese sostenuta dallo Stato — operatore dominante nel Mare del Nord. Produzione Brent significativa e crescente business nell’eolico offshore. In Italia è una delle principali fornitrici di gas naturale via TAP/Trans Adriatic Pipeline. Ritenuta alla fonte norvegese del 25% (parzialmente recuperabile).

Storico del Prezzo del Brent Crude

Il Brent Crude ha registrato alcune delle oscillazioni di prezzo più drammatiche nella storia dei mercati delle materie prime — guidate da guerre dei prezzi dell’OPEP, crisi geopolitiche, crolli della domanda e surplus di offerta. Comprendere questi cicli storici è un contesto essenziale per interpretare le condizioni attuali del mercato.

Grafico Storico del Prezzo del Brent

BRENT/USD — Storico Prezzi (Mensile, Serie Completa)

Tappe Storiche Principali del Prezzo del Brent

Data Evento Prezzo Brent
Luglio 2008 Massimo storico — apice del super-ciclo delle commodity 147,27 USD
Dicembre 2008 Crisi finanziaria globale — crollo della domanda ~36 USD
Aprile 2011 Primavera Araba — perturbazione dell’offerta 126 USD
Giugno 2014 Picco del ciclo prima della guerra dei prezzi OPEC 115 USD
Gennaio 2016 Eccesso di offerta OPEC — minimo in 13 anni 27 USD
Ottobre 2018 Picco del rimbalzo dopo il ribilanciamento shale 86 USD
Aprile 2020 Pandemia COVID-19 — crollo storico della domanda ~16 USD
Marzo 2022 Guerra Russia-Ucraina — shock dell’offerta 139 USD
Settembre 2023 Proroga tagli OPEC+ — rally temporaneo 97 USD
Dicembre 2024 Disciplina produttiva OPEC+ in indebolimento ~74 USD
I trimestre 1999 Minimo storico dell’era moderna (post-crisi asiatica) 10 USD

La storia del Brent è quella di una materia prima governata da cicli di espansione e contrazione. Il record di 147,27 dollari del luglio 2008 è rimasto imbattuto per oltre un decennio. La guerra dei prezzi OPEC del 2014-2016 — un tentativo strategico di eliminare dal mercato i produttori di shale americani — ha abbattuto le quotazioni da 115 a 27 dollari in soli 18 mesi. La pandemia di COVID-19 ha provocato il più grande crollo della domanda nella storia. La guerra Russia-Ucraina ha spinto il Brent a 139 dollari nel marzo 2022. Per l’Italia, che dipende per oltre il 90% dalle importazioni di petrolio — storicamente con una quota rilevante da Russia e Medio Oriente — queste oscillazioni hanno impatti diretti sulla bolletta energetica nazionale, sull’inflazione e sulla competitività dell’industria manifatturiera.

Vedi anche:

Brent Crude — Statistiche Chiave

Massimo Storico
147,27 USD
Quota del Commercio Mondiale
~67%
Dimensione Contratto (ICE)
1.000 bbl
Domanda Globale (2025)
~104 Mb/g
Quota di Mercato OPEC+
~40%
1 Barile = Litri
158,99 l

Cosa Influenza il Prezzo del Brent?

Il petrolio greggio è una delle materie prime più complesse e geopoliticamente sensibili al mondo. Il suo prezzo riflette l’interazione tra macroeconomia globale, geopolitica, cicli della domanda industriale e decisioni di produzione di produttori sovrani. Di seguito sono riportati i principali fattori monitorati da analisti e trader — con particolare attenzione all’impatto sull’economia italiana.

  • Decisioni di produzione dell’OPEC+ — L’alleanza OPEC+ — composta dai 13 stati membri dell’OPEC e da 10 produttori alleati guidati dalla Russia — controlla circa il 40% della produzione mondiale. I tagli o gli aumenti coordinati delle quote sono la singola leva più potente sui prezzi del Brent. Il rispetto delle quote, le riunioni di Vienna e le decisioni unilaterali dell’Arabia Saudita sono eventi che muovono regolarmente il mercato.
  • Crescita economica globale e domanda cinese — La domanda di petrolio è strettamente correlata alla crescita del PIL. La sola Cina rappresenta circa il 15% dei consumi mondiali di petrolio. Qualsiasi significativo rallentamento della produzione industriale, del settore immobiliare o delle vendite di veicoli cinesi riduce direttamente la domanda di greggio. Le previsioni mensili di AIE ed EIA sono dati di riferimento fondamentali.
  • Produzione di shale americano — Gli Stati Uniti sono il più grande produttore mondiale di petrolio (~13 milioni di barili/giorno), principalmente grazie al Bacino Permiano. La crescita della produzione americana limita strutturalmente il potere di prezzo dell’OPEC+ e mantiene una pressione ribassista persistente sul Brent.
  • Premio per il rischio geopolitico — Circa il 20% dell’offerta globale di petrolio transita per lo Stretto di Hormuz. Le tensioni in Medio Oriente — in particolare quelle che coinvolgono Iran, Iraq o Arabia Saudita — aggiungono una “premium di rischio” al prezzo del Brent. La guerra Russia-Ucraina e le sanzioni sul petrolio russo hanno generato importanti distorsioni di mercato a partire dal 2022, con impatti diretti sull’approvvigionamento energetico italiano.
  • Report settimanale EIA sulle scorte — L’Agenzia per l’Informazione Energetica USA pubblica ogni mercoledì (in Italia verso le 16:30–17:00 CET) i dati sulle scorte di greggio americane. Un incremento delle scorte superiore alle attese tende a far scendere i prezzi; una riduzione maggiore del previsto li sostiene. Sono i segnali di offerta ad alta frequenza più seguiti dai trader del mercato petrolifero.
  • Forza del dollaro americano — Il Brent è quotato e scambiato globalmente in dollari USA. Un dollaro più forte rende il petrolio più costoso per i compratori non americani, frenando la domanda internazionale. Per l’Italia — e per l’industria italiana che importa petrolio — il cambio EUR/USD è un fattore critico: un euro debole amplifica il rincaro del greggio in valuta domestica, con ripercussioni dirette sui prezzi di benzina, gasolio e gas industriale.
  • Stagionalità della domanda — La domanda di prodotti raffinati segue cicli stagionali. La domanda americana di benzina raggiunge il picco in estate. La domanda di gasolio da riscaldamento aumenta in inverno nell’emisfero nord — particolarmente rilevante per il mercato italiano del riscaldamento domestico. Le fermate di manutenzione delle raffinerie in primavera e autunno influenzano temporaneamente la lavorazione del greggio.
  • Transizione energetica e adozione dei veicoli elettrici — Le prospettive di lungo termine della domanda di petrolio sono sempre più incerte con l’accelerazione dell’elettrificazione dei trasporti, in particolare in Cina e in Europa. L’AIE prevede che la domanda mondiale di petrolio raggiunga il picco prima del 2030. L’Italia, con il target UE di stop alle vendite di auto a motore termico dal 2035 e un’industria automobilistica in fase di transizione, è in prima linea in questo processo.
  • Riserve strategiche di petrolio (SPR) — I governi — in particolare gli USA e i membri dell’AIE, tra cui l’Italia — possono rilasciare petrolio dalle riserve strategiche per contenere i picchi di prezzo. Nel 2022-2023 il rilascio coordinato dai membri dell’AIE ha significativamente attenuato lo shock di prezzo legato alla guerra in Ucraina. L’Italia è obbligata dal regolamento UE a mantenere scorte obbligatorie pari ad almeno 90 giorni di importazioni nette.
  • Produzione nel Mare del Nord e qualità del paniere BFOET — Poiché il giacimento Brent originario è in declino, il prezzo benchmark traccia oggi un paniere di cinque flussi di greggio del Mare del Nord: Brent, Forties, Oseberg, Ekofisk e Troll (BFOET). I cambiamenti nella qualità e nel volume di questi giacimenti possono influenzare lo spread Brent-WTI e le dinamiche di formazione del prezzo.

Brent vs WTI — Confronto Completo

Caratteristica Brent Crude WTI Crude
Origine Mare del Nord (paniere BFOET) Texas Occidentale / Bacino Permiano, USA
Densità API ~38° (leggero) ~39,6° (più leggero)
Contenuto di zolfo ~0,37% (dolce) ~0,24% (più dolce)
Borsa principale ICE (Londra) NYMEX/CME (New York)
Regolamento Finanziario (ICE Brent Index) Consegna fisica (Cushing, Oklahoma)
Quota del commercio mondiale ~67% degli scambi globali ~33% degli scambi globali
Spread abituale Generalmente 2–5 USD/bbl sopra il WTI Generalmente 2–5 USD/bbl sotto il Brent
Regione di riferimento Europa, Medio Oriente, Africa, Asia Nord America, mercato interno USA
Sensibilità all’OPEC Alta (esposizione diretta) Moderata (parzialmente ammortizzata dallo shale)
Rilevanza per l’Italia Alta — riferimento per ENI, raffinerie italiane Crescente con l’aumento delle importazioni USA

Capire la Struttura del Mercato Petrolifero

Contango e Backwardation

Contango (Struttura Ribassista)

Quando i prezzi dei futures sono superiori al prezzo spot, il mercato è in contango — segnale tipico di eccesso di offerta o domanda a breve termine debole. Gli investitori in ETF subiscono un rendimento di rinnovo negativo: devono vendere contratti in scadenza a prezzo inferiore per acquistare contratti successivi a prezzo superiore. Situazione classica durante il surplus 2015-2016 e il crollo COVID del 2020.

Backwardation (Struttura Rialzista)

Quando il prezzo spot supera i prezzi dei futures, il mercato è in backwardation — indicazione tipica di offerta fisica scarsa e forte domanda immediata. Gli investitori beneficiano di un rendimento di rinnovo positivo. Storicamente associato a shock geopolitici dell’offerta e tagli aggressivi dell’OPEC+. Esempio emblematico: crisi Russia-Ucraina 2022.

Il Crack Spread (Margine di Raffinazione)

Il margine di raffinazione — la differenza tra il costo del greggio in ingresso e i prezzi dei prodotti raffinati (benzina, gasolio, jet fuel). Crack spread ampi segnalano alta redditività delle raffinerie. Per ENI e le raffinerie italiane, l’andamento del crack spread è un fattore chiave di profitto, spesso in grado di compensare parzialmente l’impatto di un Brent elevato sui costi di approvvigionamento.

Capacità di Riserva dell’OPEC+

Il volume di produzione che i membri dell’OPEC+ potrebbero teoricamente attivare rapidamente (entro 90 giorni). Una bassa capacità di riserva — in particolare dell’Arabia Saudita — funge da sostegno strutturale ai prezzi: le interruzioni dell’offerta altrove non possono essere facilmente compensate. I dati pubblicati dall’AIE sulla capacità di riserva sono un indicatore chiave di rischio del mercato.

Domande Frequenti (FAQ)

Cos’è il Brent Crude e perché è il benchmark globale del petrolio?
Il Brent Crude è una miscela di petrolio greggio leggero e a basso contenuto di zolfo estratta da cinque giacimenti del Mare del Nord: Brent, Forties, Oseberg, Ekofisk e Troll — collettivamente noti come paniere BFOET. È diventato il benchmark globale del petrolio perché i giacimenti del Mare del Nord offrivano un punto di approvvigionamento fisicamente accessibile, politicamente stabile e geograficamente centrale per le spedizioni marittime verso le principali regioni importatrici in Europa e Asia. Oggi circa il 67% di tutto il petrolio grezzo commercializzato a livello globale viene quotato con riferimento all’ICE Brent Index, pubblicato quotidianamente dall’Intercontinental Exchange. Per l’Italia, ENI utilizza il Brent come benchmark di riferimento per la valorizzazione della sua produzione upstream, mentre le raffinerie italiane vi fanno riferimento per i contratti di approvvigionamento.
Qual è la differenza tra Brent e WTI?
Il Brent Crude proviene dal Mare del Nord e viene scambiato principalmente sulla borsa ICE di Londra, con regolamento finanziario contro l’ICE Brent Index. Il WTI (West Texas Intermediate) è un greggio di riferimento americano che si regola fisicamente all’hub di stoccaggio di Cushing, Oklahoma, tramite la borsa NYMEX. Entrambi sono greggi leggeri e dolci, con il WTI leggermente più leggero e meno sulfureo. Il Brent quota tipicamente con un premio di 2-5 USD/bbl rispetto al WTI. Il Brent è il benchmark per circa due terzi del commercio mondiale di petrolio ed è particolarmente rilevante per i mercati europeo, mediorientale e asiatico. Per l’Italia, il Brent è il riferimento principale per ENI, Saras, Iplom e tutte le raffinerie del paese.
Come influiscono le decisioni dell’OPEC+ sul prezzo del Brent?
L’OPEC+ — composta da 13 paesi OPEC e 10 alleati tra cui Russia, Kazakhstan e UAE — controlla collettivamente circa il 40% della produzione mondiale di petrolio. Quando l’OPEC+ riduce le quote di produzione, l’offerta globale diminuisce e i prezzi del Brent tendono a salire. L’Arabia Saudita, in qualità di produttore di bilanciamento de facto con la maggiore capacità di riserva (~2 milioni di barili/giorno), ha il maggiore potere di mercato. L’efficacia dell’OPEC+ è stata limitata negli ultimi anni dal mancato rispetto delle quote da parte di alcuni membri, dalla crescita dell’offerta al di fuori dell’OPEC (soprattutto lo shale americano) e dall’incertezza sulla domanda.
Come può investire nel Brent un investitore italiano?
Per gli investitori italiani a lungo termine, le azioni ENI (ENI.MI) su Borsa Italiana sono la scelta più naturale e accessibile — correlazione con il Brent tramite i margini di raffinazione e upstream, dividendo in euro, disponibile da qualsiasi conto titoli italiano presso Fineco, Mediolanum, Intesa Sanpaolo o Unicredit. Per esposizione diretta alla commodity, il WisdomTree Brent Crude ETC (BRNT) è quotato sul segmento ETFplus di Borsa Italiana ed è acquistabile con i principali broker italiani. I certificati su Brent emessi da SocGen o BNP Paribas sono negoziabili su SeDeX per posizioni tattiche a breve termine. I CFD tramite IG o CMC Markets sono disponibili per il trading attivo. Fiscalmente: le plusvalenze su azioni, ETF e strumenti finanziari sono soggette all’imposta sostitutiva del 26%; le minusvalenze sono compensabili nei quattro anni successivi (regime del risparmio amministrato).
Cosa sono contango e backwardation e perché sono importanti per gli investitori in ETF?
Il contango si verifica quando i prezzi dei futures sono superiori al prezzo spot attuale — tipicamente in periodi di eccesso di offerta o domanda debole a breve termine. L’esempio classico è stato il crollo della domanda da COVID-19 nel 2020. La backwardation si verifica quando i prezzi spot superano i prezzi dei futures — solitamente durante scarsità di offerta o perturbazioni geopolitiche. Per gli investitori in ETF ciò è cruciale: in contango si generano perdite di rolling (rendimento di rinnovo negativo), mentre in backwardation ci si avvantaggia di un rendimento di rinnovo positivo. Questo effetto può far divergere significativamente la performance di un ETF petrolifero dalla semplice variazione del prezzo spot nel lungo termine — una differenza fondamentale rispetto all’investimento diretto in azioni di una compagnia petrolifera come ENI.
Cos’è il report EIA sulle scorte e perché muove i mercati?
L’Agenzia per l’Informazione Energetica degli USA (EIA) pubblica ogni mercoledì (in Italia circa alle 16:30 CET, o 17:30 ora legale) il suo rapporto settimanale sul petrolio. Include le scorte commerciali americane di greggio, le stime della produzione nazionale, i tassi di utilizzo delle raffinerie e i livelli delle scorte di benzina e distillati. Poiché gli USA sono sia il più grande produttore che consumatore mondiale di petrolio, i loro dati di inventario fungono da proxy ad alta frequenza dell’equilibrio globale domanda-offerta. Un accumulo di scorte superiore alle attese tende a fare pressione al ribasso sul Brent; una riduzione maggiore del previsto lo sostiene. L’API (American Petroleum Institute) pubblica stime private il martedì, anticipando spesso i dati EIA del mercoledì.
Quando raggiungerà il picco la domanda mondiale di petrolio? Impatto sull’Italia?
L’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia) prevede nel World Energy Outlook 2023 che la domanda mondiale di petrolio raggiungerà il picco prima del 2030 con le politiche attuali — trainata principalmente dalla rapida elettrificazione dei trasporti su strada in Cina e in Europa. L’OPEC e molti grandi produttori prevedono tuttavia una crescita della domanda che si estende agli anni 2030, sostenuta da petrolchimica, aviazione e crescita nei mercati emergenti. Per l’Italia le implicazioni sono rilevanti: il divieto di vendita di auto a motore termico dal 2035 (direttiva UE) impatterà significativamente la domanda di carburanti. ENI ha avviato una profonda trasformazione verso energia rinnovabile, bioraffinazione e idrogeno verde. La dipendenza energetica dell’Italia — storicamente elevata con oltre il 90% del fabbisogno petrolifero importato — resta una priorità strategica di politica energetica nazionale, indipendentemente dai cicli del Brent.
Avvertenza legale: I contenuti presenti in questa pagina hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria né raccomandazione di acquisto o vendita di strumenti finanziari. Investire nel petrolio greggio e in prodotti correlati comporta rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale del capitale investito. Il trading di futures implica un’elevata leva finanziaria e potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Effettua le tue ricerche e consulta un consulente finanziario iscritto all’OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari) prima di prendere decisioni di investimento. In Italia i mercati finanziari sono regolamentati da CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) e Banca d’Italia.