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L’amministrazione Trump sta ritirandosi dalla sua più grande operazione di controllo dell’immigrazione mai condotta in Minnesota, con il coordinatore di confine della Casa Bianca Tom Homan che conferma che circa 1.000 agenti di Immigration and Customs Enforcement (ICE) hanno già lasciato la regione delle Twin Cities, e centinaia di altri partiranno nei prossimi giorni.
L’Operazione Metro Surge Si Conclude
Il ritiro segna la fine dell'”Operazione Metro Surge”, che il Dipartimento di Sicurezza Nazionale aveva pubblicizzato come l’azione di controllo dell’immigrazione più estesa mai condotta. Homan, parlando su CBS’s Face the Nation il 15 febbraio, ha confermato che mentre la maggior parte delle forze sta partendo, un “piccolo” contingente di sicurezza rimarrà temporaneamente per proteggere gli agenti ancora operativi nello stato e rispondere a situazioni dove “gli agenti sono circondati da agitatori e le cose sfuggono di controllo”.
Il responsabile del confine ha indicato che più di 1.000 membri del personale sono già stati rimossi dalle aree di Minneapolis e St. Paul, con diverse centinaia di ritiri aggiuntivi pianificati per lunedì e martedì. “Torneremo alla dimensione originale del personale”, ha dichiarato Homan, anche se non ha specificato i numeri esatti della forza di sicurezza rimanente.
Morti di Cittadini e Resistenza della Comunità
L’operazione ridimensionata arriva dopo che due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti, sono stati colpiti e uccisi da ufficiali federali durante le azioni di controllo. Queste morti hanno scatenato condanne pubbliche e sollevato serie domande sulla condotta degli agenti, forzando infine cambiamenti all’approccio dell’operazione.
Migliaia di agenti federali erano stati dispiegati nell’area delle Twin Cities come parte dell’intensificazione, ma l’operazione ha rapidamente incontrato una feroce resistenza locale. Le proteste sono diventate un evento regolare, e i residenti hanno organizzato reti per sostenere gli immigrati, allertare le comunità sulla presenza degli agenti e documentare le azioni di controllo su video. L’atmosfera tesa e le crescenti critiche sembrano aver influenzato la decisione dell’amministrazione di concludere l’operazione.
Preoccupazioni per Tecnologia e Libertà Civili
Aggiungendo un’altra dimensione alla controversia, il Dipartimento di Sicurezza Nazionale ha fatto pressioni sulle compagnie di social media per aiutare a identificare i manifestanti che si oppongono alle operazioni ICE. Secondo i reportage, DHS ha inondato le piattaforme tecnologiche con citazioni amministrative cercando informazioni su account che organizzano proteste contro l’agenzia. Mentre le compagnie di social media hanno mostrato qualche resistenza, stanno largamente rispettando queste richieste governative, sollevando significative questioni sulle libertà civili riguardo alla sorveglianza del dissenso politico.
Homan aveva annunciato la settimana precedente che 700 ufficiali federali avrebbero lasciato lo stato immediatamente, anche se più di 2.000 agenti rimanevano in Minnesota in quel momento. Giovedì, ha confermato che una “riduzione significativa” del personale era in corso e sarebbe continuata per tutta la settimana.
Cosa Succederà Dopo
Nonostante il ritiro dal Minnesota, Homan ha sottolineato che il controllo dell’immigrazione non cesserà, con operazioni di deportazione su larga scala che continuano in altre parti del paese. Gli agenti che lasciano il Minnesota torneranno alle loro basi di origine o saranno ridispiegati in altre regioni. Quando gli è stato chiesto se future operazioni potrebbero eguagliare l’intensificazione delle Twin Cities in scala, Homan ha detto che “dipenderà dalla situazione”, lasciando aperta la possibilità di azioni simili su larga scala altrove. Il team di sicurezza rimanente investigherà anche su accuse di frode ed esaminerà la protesta che ha interrotto un servizio religioso in una chiesa.